La grande diffusione e capillarità di smartphone  e tablet ha cambiato il modo di acquistare online.
Lo shopping via mobile è realtà diffusa, tra i consumatori italiani.

Parlano chiaro i dati dell’’Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e della School of Management del Politecnico di Milano.
L’incremento del mobile commerce registra un +225% rispetto al 2012, con un totale acquisti che passa da 144 a 510 milioni di euro.

Gli smartphone con schermo gigante spingono al consumo di dati e ad utilizzare applicazioni, per acquistare ma anche per cercare prodotti, ricette, eventi.

Il settore food & beverage ha tutto da guadagnare da questo trend, che è destinato a crescere.
Le app dedicate al mondo foodie e alla cucina in senso lato sono sempre più apprezzate.
Mai come nel periodo natalizio, dove la ricerca di prodotti e consigli sulla preparazione del cibo e della tavola avviene sempre più tramite i dispositivi mobili.

Un esempio di app interessante e ben progettata è Tea, sviluppata per guidare gli appassionati del tè nella preparazione di una delle bevande più apprezzate nel mondo.
L’app illustra in maniera dettagliata la preparazione perfetta per tutte le tipologie di tè, e i cibi con cui gli infusi si sposano al meglio.

Un’altra app innovativa e degna di nota è Wanteat, nata dalla collaborazione dell’Università di Torino con Telecom e Slow Food, dedicata all’enogastronomia italiana.
L’app  aiuta nella tracciabilità di un prodotto alimentare specifico: fotografando un’etichetta si può risalire a tutta la storia del prodotto, chi lo produce e il migliore modo per cucinarlo. Gestita da una start up di Pescara, Wanteat si propone di promuovere l’economia abruzzese, perché è una vetrina di prodotti enograstronomici, con recensioni e commenti delle persone.

Progettare applicazioni funzionali alla visibilità e alla vendita di prodotti food attraverso il canale mobile significa essere competitivi sul mercato e incrementare i guadagni, raggiungendo anche i target più specificatamente geek e mobile-addicted.