Il fenomeno è tutt’altro che recente, ma è letteralmente esploso negli ultimi mesi e sta avendo un successo sempre maggiore: Food Design, perché anche l’occhio vuole la sua parte!
Wikipedia definisce il Food Design come la progettazione degli atti alimentari. In realtà si tratta di un mondo più complesso: Food Design è progettazione culturalmente consapevole di prodotti in cui l’alimento e lo strumento interagiscono strettamente l’uno con l’altro fondendo in un’unica interfaccia le caratteristiche necessarie per risolvere un’esigenza legata al consumo di un prodotto alimentare. (http://www.myfoodesign.com)

Dalla realizzazione di oggetti e packaging rivolti al settore alimentare, all’ideazione di nuovi concept per location dedicate al cibo, passando per l’organizzazione di servizi di catering ed eventi legati all’alimentazione e per la ricerca pura di nuove tendenze di settore: tutto questo è Food Design.

Sicuramente Food Designer non ci si improvvisa, occorrono anni di esperienza nel settore e la frequentazione di corsi specializzati, come i Corsi di alta formazione in Food Experience Design, organizzati dal politecnico di Milano, o il Master in Food Designer dello Ied di Roma.
Un buon food designer deve avere una formazione composita e basi nel marketing, nella comunicazione, nell’architettura e perché no anche antropologia e psicologia.

Il fenomeno sta diventando sempre più un’opportunità di business per chef, blogger, creativi ed appassionati del settore che, anche attraverso questa nuova possibilità possono fare la differenza ed imporsi sulla concorrenza.
Ad avvalorare quanto detto basti pensare al fenomeno del cake design ed agli introiti che vi girano: associazioni, corsi, scuole e manifestazioni sul cake design spuntano come funghi. E la torta è sempre più un’opera d’arte, solo da ammirare ed osservare…